Cos’è il deposito prezzo?

Cos’è il deposito prezzo?

Importando in Italia una prassi già da tempo vigente in Francia, la nuova legge afferma che qualora sia «richiesto da almeno una delle parti», il notaio deve tenere in deposito il saldo del prezzo destinato al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità pubblicitaria con la quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato senza subire gravami.

Il legislatore si è da sempre preoccupato di predisporre una efficace tutela di chi compra la casa: cosı̀ nel 1996 ha previsto la possibilità di trascrivere il preliminare; nel 2005 l’obbligo del costruttore di case “nuove o ristrutturate” di consegnare al promissario acquirente una fideiussione a garanzia del rischio del suo fallimento nelle more tra il preliminare e il definitivo.

Con la legge sulla concorrenza (legge n. 124/2017, articolo 1, commi 63 e seguenti, entrata in vigore il 29 agosto) ha chiuso il cerchio prevedendo la facoltà dell’acquirente di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino ad avvenuta trascrizione del contratto di compravendita.

 

Intervista ad Ada Gay, Segretario dell’associazione di agenti immobiliari AIR sul Deposito del Saldo Prezzo

Qualcosa che è per lo più sconosciuto a chi si appresta a fare operazioni immobiliari e col quale  invece dobbiamo imparare a fare i conti tutti in particolare coloro che operano nel settore immobiliare: Il Deposito del Saldo Prezzo.

Di cosa si tratta? in realtà durante la fase della compravendita, una delle due parti può decidere di far trattenere dal notaio l’intera somma pattuita per la compravendita. Questo ovviamente farà aprire molti scenari e produrrà conseguenze sia di natura contrattuale che di natura commerciale infatti questa può incidere anche nella fase della trattativa: potrei decidere di accettare o non accettare un’eventuale proposta proprio in funzione del fatto che c’è questa questa clausola.

Per darci una mano, un contributo e per spiegare meglio di cosa si tratta abbiamo stabilito un contatto con il segretario nazionale di un associazione di professionisti immobiliari (ndr AIR), ADA GAY, che in questo momento si trova all’interno di un convegno in cui si parla esattamente di questo. Cosa pensano gli agenti immobiliari presenti al convegno formativo sul Deposito del saldo prezzo organizzato dalla tua associazione?

Sicuramente gli agenti immobiliari sono estremamente sensibili all’argomento, sono in tanti e tutti estremamente interessati perché l’argomento fa parte delle problematiche che in questo momento si stanno affacciando nella nostra professione.

Iniziando fin dal momento dell’incarico di compravendita a parlare di deposito prezzo potrebbe essere un problema in meno da affrontare in fase di compravendita

Spiegare ai due contraenti in cosa consiste rende sicuramente più fluida ogni fase della trattativa e non crea intoppi,  quindi in questo momento spiegare bene In che cosa consiste credo sia fondamentale.

Ada in questo convegno state parlando anche di antiriciclaggio è un tema non troppo interessante per chi ci ascolta però è qualcosa che interessa al professionista infatti questa norma impone all’agente immobiliare di effettuare un forte controllo sul cliente.

E devo dire che le piccole incertezze purtroppo sono ancora tante.Abbiamo degli obblighi che ci portano comunque ad essere responsabili in solido e quindi anche penalmente che comunque creano un grosso disagio alla categoria. Bisogna infatti capire la provenienza dei soldi con i quali l’acquirente  comprerà l’immobile sono, provenienti da attività lecite oppure illecite. Insomma il quadro è abbastanza complesso. Comunque una cosa importante va detta a chi si appresta a fare una trattativa, valutare sulla decisione di accettare o meno il deposito del prezzo. Ricordiamo che questa soluzione preserva l’acquirente dalla possibile presenza di un eventuale pignoramento di un ipoteca che può emergere nel limbo della trattativa. Attenzione alle trattative concluse tra privati il rischio infatti è ancora più alto perchè le insidie che si nascondono in una trattativa possono essere lette in ritardo con la conseguenza di possibili danni per uno dei contraenti.

Il notaio trattiene questi soldi su un conto e gli interessi maturati vanno a finire allo Stato

Questa cosa è assurda, se ragioniamo sulla quantità di soldi che vengono fermati sono veramente tanti quindi diciamo che è un altro piccolo mattoncino negativo sulle spalle dell’immobiliare. Sicuramente il nostro ruolo, il ruolo degli agenti immobiliari e di tutti i professionisti che ruotano intorno alla transazione immobiliare, è di vitale importanza nella informazione perché c’è il rischio concreto di creare dei danni in una trattativa se non si avvisa ad esempio il venditore che nel momento in cui sta concludendo l’affare si aspetta di incassare dei soldi potrebbe trovare la sorpresa che l’acquirente opta per questa soluzione e quindi prendere i soldi dopo 30 giorni

Questa norma è retroattiva, prende in considerazione anche tutti quegli accordi, quelle trattative iniziate prima dell’entrata in vigore della stessa il 29 agosto 2017.

Pensi che questa norma  può essere utile oppure possa creare un rallentamento ulteriore nel mercato che  in questo momento non ne ha bisogno?

Quello che io vorrei cercare forse far capire ai tuoi ascoltatori di affidarsi sempre ad una persona esperta che sappia fare il proprio lavoro perché in quel caso sicuramente verranno tutelati con la garanzia del  controllo dei documenti, delle visure ipo-catastali,  e nel momento in cui poi si definisce l’atto non andate da soli a fare trattativa immobiliare fatevi accompagnare da un professionista immobiliare comunque da qualcuno informato sulla materia. Comprare una casa non è comprare il paio di scarpe che se ti sbagli forse puoi anche ripensarci.

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